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Il nome di Antonio Franco, considerata dai luciesi una sorta di
protettore, ha infatti raggiunto e superato i confini della Sicilia.
Per ricordarlo, sono state organizzate giornate di preghiere e commemorazioni.
Due le novità di quest’anno. Innanzitutto il pellegrinaggio
penitenziale che è partito stamattina all’alba da Piazza
Duomo con destinazione Contrada San Giuseppe. Qui, come rivelano
i resti archeologici recuperati, intorno al 1450 esistevano una
chiesa e un convento di grande importanza per tutta la provincia,
custoditi da numerosi eremiti che scelsero proprio quelle valli
come luogo di rifugio e preghiera. Nel 600’ la chiesa era
visitata con frequenza da mons. Antonio Franco, che qui si recava
per chiedere grazie in favore del popolo luciese. La chiesa, di
cui rimangono solo poche tracce, ospitava l’immagine della
Madonna della Neve, custodita oggi all’interno del Santuario.
Questo testimonia l’importanza di tutta la contrada nei secoli
passati e la necessità di una ricostruzione storica accurata.
L’altra novità riguarda la scoperta di un manoscritto,
recuperato in questi giorni in una casa privata e appartenuto ad
un abate, in cui si spiega l’origine della profonda devozione
a mons. Franco da parte della Banda musicale luciese. I suoi componenti,
nei primi anni del ‘900, offrirono un giro votivo per le vie
della città, dopo aver ricevuto una grazia. Nelle pagine
del manoscritto potremo presto scoprire di che grazia si è
trattato. Il voto si rinnova anche quest’anno proprio il 2
settembre, con la tradizionale processione penitenziale accompagnata
dalla banda, che omaggia lungo il percorso i defunti passando per
il cimitero.
“I festeggiamenti di quest’anno arrivano in un momento
particolare della causa di beatificazione iniziata anni fa”,
spiega mons. Raffaele Insana, parroco della Cattedrale. “Finalmente
siamo in attesa che venga stampata la positio, frutto dell’analisi
accurata di tutti i documenti che esistono sulla vita e le opere
di Antonio Franco. Il passo successivo sarà l’approvazione
da parte della commissione storica delle virtù eroiche riconosciute”.
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