UNIVERSITA' POPOLARE COMPRENSORIALE FILIPPESE 

San Filippo del Mela

Università Popolare Comprensoriale Filippese   U.P.C.F.         In occasiome del trentennale della fondazione dell'UNIVERSITA' POPOLARE COMPRENSORIALE FILIPPESE

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San Filippo del Mela


    La festa più importante è quella del 16 luglio in onore della Madonna del Carmelo, la protettrice del paese. Viene portata in processione per le vie del centro storico. In passato, l’evento si svolgeva nella prima domenica di agosto e fin dal 1866 era preceduto da una fiera che si teneva ogni anno dal 28 al 31 luglio su greto del torrente Floripòtema in località Passo Cattafi. In precedenza , la festa principale era dedicata a San Filippo Apostolo e si teneva nel mese di maggio. La Settimana Santa costituisce una degli appuntamenti più attesi. La Sacra Rappresentazione richiama una grande partecipazione popolare. Attraverso un perfetto allestimento scenico ed una raffinata interpretazione, centocinquanta fra attori e comparse, rievocano la Passione e la morte di Gesù Cristo. In occasione della Domenica delle Palme, un corteo in abbiti d’epoca rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Martedì, in un secolare uliveto in contrada Angeli ad Olivarella, viene allestita l’Ultima Cena. Nel giorno di mercoledì, nel piazzale San Francesco, si svolge il Processo a Gesù. Verso sera inizia la toccante rappresentazione della Via Crucis che si snoda per le vie del Borgo antico. Di particolare intensità emotiva risultano la crocifissione la morte e la deposizione di Gesù. Il Venerdì Santo, al termine della liturgia che si svolge nella Chiesa Madre, parte la solenne processione penitenziale che culmina con il commovente incontro tra la Addolorata e l’Ecce Homo. Da qualche anno, grazie all’impegno dell’ U.P.C.F., il rito si arricchisce della partecipazione dei “Babbaluci”, che riallacciano agli incappucciati dell’antica Confraternita dell’Ecce Homo, fondata intorno alla metà del 1600 e sciolta alla fine degli anni 50 del secolo scorso. Il loro singolare costume è costituito da una casacca bianca stretta alla vita, da un cordone dello stesso colore, dei guanti bianchi, una mantellina rossa ed il classico cappuccio bianco forato in corrispondenza degli occhi. In mano portano un bastone di legno.

    Un’altra tradizione diffusa è quella dei “sepolcri”, recipienti nei quali sono stati fatti germogliare al buio dei semi di grano e di lenticchie. I contenitori vengono collocati il giovedì sera e per tutto il giorno del venerdì davanti agli altari delle chiese del paese. I “sepolcri” sono abbelliti con fiori o nastri colorati, le qui tonalità rappresentano un preciso riferimento alla richiesta di una grazia particolare: rosa per la nascita di una femminuccia, azzurro per un maschietto, e rosso per trovare l’innamorata. Anche il periodo nel natalizio si ripetono le manifestazioni di fede, quando tutte le sere, dal 16 al 24 dicembre ha luogo la Novena dell’Addolorata. Nello spazio antistante l’omonima icona, splendidamente addobbata con agrumi e rami di mirto, i ragazzi dell’U.P.C.F. indossano i costumi della tradizione contadina e pastorale ed eseguono delle tipiche melodie del Natale.

    Particolarmente seguite con passione sono le attività sportive. Il nuovo Palazzetto di Piazzale Pertini è gremito dai sostenitori della SS. Cocuzza (1947), la locale squadra di basket. Largamente praticati sono anche il calcio e il ciclismo.

Altre recenti iniziative sono ormai entrate prepotentemente a far parte degli appuntamenti fissi. È il caso della “Divertiamoci Correndo”- Trofeo Fortunato Arena, la corsa su strada valida per il campionato italiano interforze, alla quale partecipano importanti atleti che gareggiano in un circuito cittadino. Alla manifestazione è abbinato “l’Apoximeno Filippese”, premio riservato agli atleti militari.

    Una secolare tradizione è rappresentata dall’attività teatrale. Intere generazioni si sono cimentate nella recitazione, dalle prime rappresentazioni improvvisate nei numerosi palmenti all’inizio del ’900, alle commedie messe in scena dalla compagnia “Le Nuove Immagini” (1986) che continua a tenere viva la tradizione teatrale producendo con ottimi risultati anche la sacra rappresentazione. A Cattafi, un tempo feudo della nobile famiglia dei Balsamo, in occasione del Carnevale sfilano i coloratissimi e caratteristici costumi degli “Scaccini”, il cui nome rievoca la “scacciata” dei turchi di Adriano Barbarossa da parte degli abitanti del luogo.

 

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