S. Filippo Del Mela:

Comune della Provincia di Messina con una popolazione di circa 7500 abitanti: confina con i comuni di Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, Merì, Milazzo e con il Mar Tirreno. Urbanisticamente è composto da un centro e quattro importanti frazioni: Archi, Corriolo, Cattafi e Olivarella. Il centro urbano è posto a 123 metri sul livello del mare ed è equidistante (6km) sia da Milazzo che da Barcellona Pozzo di Gotto. Dista circa 35 Km dal centro del capoluogo di Messina con il quale è ottimamente collegato tramite autostrada il cui casello di accesso è ubicato proprio nel territorio comunale, presso la frazione di Corriolo. Le quattro parrocchie in cui è diviso il territorio comunale dipendono dalla Prelatura Nullius di Santa Lucia del Mela oggi accorporata all'Arcidiocesi di Messina.

Cenni storici:

Il territorio del comune ricade su una zona ricca di insediamenti industriali tra i quali la centrale termoelettrica; è ancora in parte praticata l'agricoltura anche con l'ausilio di serre. Il nucleo storico si adagia a 123 metri sul livello del mare, tra verdi colline alberate che degradano verso la sponda destra del torrente Mela. Dai rilievi si ammira lo splendido scenario del mar Tirreno e delle isole Eolie. Il territorio comunale comprende quattro Popolose frazioni: Cattafi, Archi, Corriolo e Olivarella. In molte zone sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici di epoca greco-romana. Secondo alcune fonti storiche, agli inizi della conquista normanna dell’isola, il Conte Ruggero d’Altavilla, avendo riportato nella zona di Milazzo una decisiva vittoria sugli arabi, decise di costruire un monastero brasiliano e una chiesa dedicata a San Filippo. Attorno ad essi si sviluppò l’omonimo casale. L’importante abbazia per molti secoli fu al centro di tantissime vicende che caratterizzarono la vita del paese. Grande rilevanza ebbe anche il feudo baronale di Cattafi, tenuto per tanto tempo dalla nobile famiglia dei Balsamo. Nel 1742, gli abitanti di S.Filippo erano 1112. Anche in passato, il territorio era ricoperto da numerose colture di vigneti, oliveti, agrumeti e alberi da frutto. Particolarmente diffusi erano la produzione della seta e l’allevamento del bestiame. Rilevante era anche l’industria del gesso e della calce. Per molto tempo Il paese dal punto di vista amministrativo fece parte del territorio di S.Lucia. dal 1° gennaio 1854, S.Filippo divenne Comune autonomo. Il primo Sindaco fu Don Luigi Carrozza. I confini tra i comuni di S.Filippo e S.Lucia furono fissati con Regio Decreto del 15 novembre 1858. Durante l’epopea dei Mille, nei giorni che precedettero l’epica battaglia di Milazzo (20 luglio 1860), le zone di Archi e Corriolo furono al centro degli scontri tra l’esercito borbonico e le truppe garibaldine. Molti Filippesi presero parte agli eventi bellici e in contrada Angeli fu approntato un ospedale per soccorrere i feriti. Il 21 ottobre 1860, con 506 “si” e nessun “no” S.Filippo votò la sua unione al Regno d’Italia. Nel 1870 gli abitanti del paese erano 2867, mentre le contrade di Cattafi e Corriolo contavano rispettivamente 319 e 215 anime. Dieci anni dopo, il numero degli abitanti era salito a 3347. Nel 1877,al termine “ S.Filippo” fu aggiunto l’appellativo “del Mela”. Intanto, il paese, attraverso la realizzazione di importanti opere pubbliche, diventava sempre più armonico e migliorava il suo tenore di vita. Il primo settembre 1877 cominciò ad operare l’ufficio Postale e il 2 agosto del 1878 si completò la costruzione del cimitero. Nel 1894 fu istituito il servizio del telegrafo, e quattro anni dopo venne realizzata la rete idrica interna. Nonostante le misure di prevenzione adottate, furono numerose le epidemie che si registrarono in paese: nel 1867 e nel 1889 il vaiolo, nel 1871 e nel 1889 il colera. Gravi furono i contagi di tifo che nel 1937 e nel 1944 provocarono molte vittime. Il primo sindaco dell’era repubblicana fu il Dott. Salvatore Carlo Cannistraci che resse le sorti del Comune dal 1946 al 1966. La costruzione della grande centrale Termoelettrica dell’Enel, avvenuta agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso,ha notevolmente modificato l’economia del paese. La tradizionale vocazione agricola è andata sempre di più affievolendosi per far posto a nuove realtà industriali e commerciali.
BIBLIOGRAFIA
Vito Amico,Dizionario Topografico della Sicilia –tradotto da Gioacchino Di Marzio, Palermo 1855;
Giovanni Parisi-Paolo Maggio, S.Filippo del Mela e l’antico Artemisio, Saperi, Messina 1978.