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CENNI
STORICI
Il
territorio del comune ricade su una zona ricca di insediamenti industriali
tra i quali la centrale termoelettrica; è ancora
in parte praticata l'agricoltura anche con l'ausilio di serre. Il
nucleo storico si adagia a 123 metri sul livello del mare, tra verdi
colline alberate che degradano verso la sponda destra del torrente
Mela. Dai rilievi si ammira lo splendido scenario del mar Tirreno
e delle isole Eolie. Il territorio comunale comprende quattro Popolose
frazioni: Cattafi, Archi, Corriolo e Olivarella. In molte zone sono
stati ritrovati numerosi reperti archeologici di epoca greco-romana. |
Secondo
alcune fonti storiche, agli inizi della conquista normanna dell’isola,
il Conte Ruggero d’Altavilla, avendo riportato nella zona di Milazzo
una decisiva vittoria sugli arabi, decise di costruire un monastero brasiliano
e una chiesa dedicata a San Filippo. Attorno ad essi si sviluppò
l’omonimo casale. L’importante abbazia per molti secoli fu
al centro di tantissime vicende che caratterizzarono la vita del paese. Grande rilevanza ebbe anche il feudo baronale di Cattafi, tenuto per tanto
tempo dalla nobile famiglia dei Balsamo. Nel 1742, gli abitanti di S.Filippo
erano 1112. Anche in passato, il territorio era ricoperto da numerose
colture di vigneti, oliveti, agrumeti e alberi da frutto. Particolarmente
diffusi erano la produzione della seta e l’allevamento del bestiame.
Rilevante era anche l’industria del gesso e della calce. Per molto
tempo Il paese dal punto di vista amministrativo fece parte del territorio
di S.Lucia. dal 1° gennaio 1854, S.Filippo divenne Comune autonomo.
Il primo Sindaco fu Don Luigi Carrozza. I confini tra i comuni di S.Filippo
e S.Lucia furono fissati con Regio Decreto del 15 novembre 1858. Durante
l’epopea dei Mille, nei giorni che precedettero l’epica battaglia
di Milazzo (20 luglio 1860), le zone di Archi e Corriolo furono al centro
degli scontri tra l’esercito borbonico e le truppe garibaldine.
Molti Filippesi presero parte agli eventi bellici e in contrada Angeli
fu approntato un ospedale per soccorrere i feriti. Il 21 ottobre 1860,
con 506 “si” e nessun “no” S.Filippo votò
la sua unione al Regno d’Italia. Nel 1870 gli abitanti del paese
erano 2867, mentre le contrade di Cattafi e Corriolo contavano rispettivamente
319 e 215 anime. Dieci anni dopo, il numero degli abitanti era salito
a 3347. Nel 1877,al termine “ S.Filippo” fu aggiunto l’appellativo
“del Mela”.
Intanto,
il paese, attraverso la realizzazione di importanti opere pubbliche, diventava
sempre più armonico e migliorava il suo tenore di vita. Il primo
settembre 1877 cominciò ad operare l’ufficio Postale e il
2 agosto del 1878 si completò la costruzione del cimitero. Nel
1894 fu istituito il servizio del telegrafo, e quattro anni dopo venne
realizzata la rete idrica interna. Nonostante le misure di prevenzione
adottate, furono numerose le epidemie che si registrarono in paese: nel
1867 e nel 1889 il vaiolo, nel 1871 e nel 1889 il colera. Gravi furono
i contagi di tifo che nel 1937 e nel 1944 provocarono molte vittime. Il
primo sindaco dell’era repubblicana fu il Dott. Salvatore Carlo
Cannistraci che resse le sorti del Comune dal 1946 al 1966. La costruzione
della grande centrale Termoelettrica dell’Enel, avvenuta agli inizi
degli anni sessanta del secolo scorso,ha notevolmente modificato l’economia
del paese. La tradizionale vocazione agricola è andata sempre di
più affievolendosi per far posto a nuove realtà industriali
e commerciali.
BIBLIOGRAFIA
Vito
Amico,Dizionario Topografico della Sicilia –tradotto da Gioacchino
Di Marzio, Palermo 1855;
Giovanni
Parisi-Paolo Maggio, S.Filippo del Mela e l’antico Artemisio,
Saperi, Messina 1978. |