UNIVERSITA' POPOLARE COMPRENSORIALE FILIPPESE 

San Filippo del Mela

Università Popolare Comprensoriale Filippese   U.P.C.F.         In occasiome del trentennale della fondazione dell'UNIVERSITA' POPOLARE COMPRENSORIALE FILIPPESE

I nostri luoghi più interessantiChi siamo noi dell'U.P.C.F.La nostra Banda MusicaleA San Filippo del Mela c'è tanto da vedereTempoche fù degli anni passatiTutto ciò che è attualeIl nostro BlogTutto ciò che non può essere elencato



STORIA
di

San Filippo del Mela

In molte zone del territorio comunale sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici d’epoca grecoromana. Tra le varie ipotesi che sono state avanzate, alcuni studiosi collocano in contrada Reilla il tempio di Diana Facellina o una sua dipendenza (l’Artemisio) e ad Archi, precisamente alla foce del torrente Floripòtema, il canale navigabile che nell’antichità costituiva l’imbocco del Nauloco, un ampio bacino capace di ospitare le 300 navi di Sesto Pompeo che il 3 settembre del 36 a.C. si scontrarono e furono sconfitte a largo delle acque di Milazzo dalla flotta di Ottaviano Augusto.
   Secondo la tradizione, riportata dallo storico Rocco Pirri, agli inizi della conquista normanna dell’isola, il Conte Ruggero d’Altavilla, avendo conseguito nella zona di Milazzo una decisiva vittoria sugli arabi, fece costruire una chiesa dedicata a San Filippo.


Il toponimo si trova riportato per la prima volta in un documento di donazione dell’anno 1088. All’abate del monastero, che era uno dei componenti del braccio ecclesiastico del Parlamento Siciliano, fu riconosciuto il diritto di riscuotere dai contadini del feudo la ventesima parte del loro raccolto. Il 9 marzo 1094, il monastero e le terre di San Filippo. Originariamente assegnate al vescovo di Messina, passarono sotto la giurisdizione della nuova diocesi di patti e successivamente alla Prelatura di Santa Lucia.
     L’importante abbazia per molti secoli fu al centro di tantissime vicende che caratterizzarono la vita del paese. Nel tempo l’edificio andò incontro ad un lento declino, tanto che gia nel 1742 Mons. Giovanni Angelo De Ciocchis, regio visitatore, constatò che il monastero era caduto “sotto il peso della vetustà”. In quell’anno San Filippo contava 1112 anime.
     Anche in passato, il territorio filippese era ricoperto da numerose colture di vigneti, oliveti, agrumeti e alberi ad frutto.
     Grande importanza, inoltre, rivestivano l’allevamento di bestiame e la produzione della seta. Intorno alla metà dell’ottocento, poi, molte donne praticavano l’attività di filandiere.
     Particolarmente diffuse erano anche le industrie della calce e del gesso.
     Dal punto di vista amministrativo, San Filippo ha sempre fatto parte del territorio di Santa Lucia, fino alla conquista dell’autonomia il 16 ottobre 1853. il primo sindaco fu Don Luigi Carrozza. I confini tra i due comuni vennero fissati con Regio Decreto del 15 novembre 1858. Durante l’epopea dei Mille, nei giorni che precedettero l’epica battaglia di Milazzo (20 luglio 1860) le zone di Archi e Corriolo furono al centro degli scontri tra l’esercito borbonico e le truppe garibaldine comandate dal Generale Giacomo Medici. Molti filippesi presero parte agli eventi bellici e in contrada Angeli venne approntano un ospedale per soccorrere i feriti. Emblematica è la testimonianza dello scrittore milazzese Giuseppe Piaggia, che così descrive una fase dello scontro di martedì 17 luglio:…… “e due compagnie della brigata Medici, sotto il comando del colonnello Simonetta, accompagnate con piccoli drappelli di messinesi, e cacciatori delle alpi, e campagnoli di Camastrà e San Filippo, occupavano le colline che costeggiavano a sud la strada provinciale poco prima degli Archi, e parte della gente medesima portavasi sù colli trà quali il su menzionato torrente ha corso a lato sud del villaggio di Corriolo”. Due lapidi, una datata 1829, posta sulla facciata del palazzo in passato sede della Società Operaia, in via Garibaldi, e l’altra posta nella facciata di un vecchio palmento nella villa Formigari a Corriolo, ricordano il passaggio dell’eroe dei due mondi e gli storici avvenimenti. Il 21 ottobre 1860, con 506 “si” e nessun “no” San Filippo votò la sua unione al regno d’Italia. Il censimento, compiuto l’anno dopo, registrò 2825 abitanti.
     Nel 1877, al termine San Filippo fu aggiunto l’appellativo “del Mela”.
Intanto, il paese, attraversò la realizzazione d’importanti opere pubbliche, diventava sempre più armonico e migliorava il suo tenore di vita. Il primo settembre cominciò ad operare l’ufficio Postale.
     Nel 1890, nella frazione di Archi, venne inaugurata la stazione ferroviaria e nel 1894 fu istituito il servizio del telegrafo. Quattro anni dopo venne realizzata la rete idrica interna e nel 1923 i vecchi fanali a petrolio che illuminavano le strade del paese vennero sostituiti da un nuovo impianto ad energia elettrica.
     Il primo sindaco dell’era repubblicana fu il dottor Salvatore Carlo Cannistraci, che resse le sorti del Comune dal 1946 al 1966. oggi, dopo l’avvento dell’industrializzazione, iniziata con la costruzione della centrale termoelettrica dell’Enel (oggi Edipower), San Filippo del Mela è una citta vivace laboriosa e in costante sviluppo, rimasta comunque fortemente legata al suo blasone culturale, ricco di storia e di tradizioni.







             
clicca sulle immagini per ingrandirle

U.P.C.F. Università Popolare Comprensoriale Filippese
C/so Garibaldi, 354 - San Filippo del Mela (ME) - Tel./Fax 090.930712 - upcf@upcf.it

Franco Prestigiacomo (webmaster)