|
|
Il toponimo si trova riportato per la prima volta in un documento
di donazione dell’anno 1088. All’abate del monastero,
che era uno dei componenti del braccio ecclesiastico del Parlamento
Siciliano, fu riconosciuto il diritto di riscuotere dai contadini
del feudo la ventesima parte del loro raccolto. Il 9 marzo 1094,
il monastero e le terre di San Filippo. Originariamente assegnate
al vescovo di Messina, passarono sotto la giurisdizione della nuova
diocesi di patti e successivamente alla Prelatura di Santa Lucia.
L’importante
abbazia per molti secoli fu al centro di tantissime vicende che
caratterizzarono la vita del paese. Nel tempo l’edificio andò
incontro ad un lento declino, tanto che gia nel 1742 Mons. Giovanni
Angelo De Ciocchis, regio visitatore, constatò che il monastero
era caduto “sotto il peso della vetustà”. In
quell’anno San Filippo contava 1112 anime.
Anche
in passato, il territorio filippese era ricoperto da numerose colture
di vigneti, oliveti, agrumeti e alberi ad frutto.
Grande
importanza, inoltre, rivestivano l’allevamento di bestiame
e la produzione della seta. Intorno alla metà dell’ottocento,
poi, molte donne praticavano l’attività di filandiere.
Particolarmente
diffuse erano anche le industrie della calce e del gesso.
Dal
punto di vista amministrativo, San Filippo ha sempre fatto parte
del territorio di Santa Lucia, fino alla conquista dell’autonomia
il 16 ottobre 1853. il primo sindaco fu Don Luigi Carrozza. I confini
tra i due comuni vennero fissati con Regio Decreto del 15 novembre
1858. Durante l’epopea dei Mille, nei giorni che precedettero
l’epica battaglia di Milazzo (20 luglio 1860) le zone di Archi
e Corriolo furono al centro degli scontri tra l’esercito borbonico
e le truppe garibaldine comandate dal Generale Giacomo Medici. Molti
filippesi presero parte agli eventi bellici e in contrada Angeli
venne approntano un ospedale per soccorrere i feriti. Emblematica
è la testimonianza dello scrittore milazzese Giuseppe Piaggia,
che così descrive una fase dello scontro di martedì
17 luglio:…… “e due compagnie della brigata Medici,
sotto il comando del colonnello Simonetta, accompagnate con piccoli
drappelli di messinesi, e cacciatori delle alpi, e campagnoli di
Camastrà e San Filippo, occupavano le colline che costeggiavano
a sud la strada provinciale poco prima degli Archi, e parte della
gente medesima portavasi sù colli trà quali il su
menzionato torrente ha corso a lato sud del villaggio di Corriolo”.
Due lapidi, una datata 1829, posta sulla facciata del palazzo in
passato sede della Società Operaia, in via Garibaldi, e l’altra
posta nella facciata di un vecchio palmento nella villa Formigari
a Corriolo, ricordano il passaggio dell’eroe dei due mondi
e gli storici avvenimenti. Il 21 ottobre 1860, con 506 “si”
e nessun “no” San Filippo votò la sua unione
al regno d’Italia. Il censimento, compiuto l’anno dopo,
registrò 2825 abitanti.
Nel
1877, al termine San Filippo fu aggiunto l’appellativo “del
Mela”.
Intanto, il paese, attraversò la realizzazione d’importanti
opere pubbliche, diventava sempre più armonico e migliorava
il suo tenore di vita. Il primo settembre cominciò ad operare
l’ufficio Postale.
Nel
1890, nella frazione di Archi, venne inaugurata la stazione ferroviaria
e nel 1894 fu istituito il servizio del telegrafo. Quattro anni
dopo venne realizzata la rete idrica interna e nel 1923 i vecchi
fanali a petrolio che illuminavano le strade del paese vennero sostituiti
da un nuovo impianto ad energia elettrica.
Il
primo sindaco dell’era repubblicana fu il dottor Salvatore
Carlo Cannistraci, che resse le sorti del Comune dal 1946 al 1966.
oggi, dopo l’avvento dell’industrializzazione, iniziata
con la costruzione della centrale termoelettrica dell’Enel
(oggi Edipower), San Filippo del Mela è una citta vivace
laboriosa e in costante sviluppo, rimasta comunque fortemente legata
al suo blasone culturale, ricco di storia e di tradizioni.
|



|